Educatrice Imperfetta

Setting, ambientazioni

Non un capitolo semplice da scrivere questo, alla base però vorrei che riflettiate sui vostri ambienti, gli ambienti che giornalmente i bambini e le bambine vivono, offrono la possibilità della creazione di veri e propri Setting? Ad ogni coordinatrice, ad ogni coordinatore vorrei ricordare che l’ambiente è il terzo educatore, se esso non è pensato siamo nei guai. Serve spazio, serve luce o buio. Serve libertà di movimento. Serve uno spazio flessibile per accogliere una nuova modalità di apprendimento fatta di 5 sensi. Fatta di pensiero e meraviglia ricercata. Il Mio Nido lo sappiamo, crea costantemente Setting meravigliosi che vengono riportati in moltissime strutture educative e anche se questo mi riempie di orgoglio non può che lasciarmi delle domande: può davvero un ambientazione creata per i bambini e le bambine de Il Mio Nido andare bene con le stesse modalità, le stesse posizioni, le stesse provocazioni il giorno seguente dall’altra parte dell’Italia? Quale pensiero spinge a ricopiare senza aggiungere o togliere qualcosa?È realmente un ambientazione pensata?Si sono valutati i rischi e i pericoli? La pratica della Teoria. (frasona sta ricopiata, così, per restare in tema eh) Le educatrici de Il Mio Nido preparano i setting educativi in momenti diversi della giornata, rispetto a ciò che si desidera ottenere: Stupore? Sorpresa? Viene preparato in assenza dei bambini e delle bambine (o al mattino presto o la sera) Aiuto? Partecipazione nella preparazione? Insieme ai bambini Curiosità? Mentre i bambini e le bambine sono intenti nello spuntino un educatrice si sposta e prepara.

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