Maestra Elisa

Mamma ho la meraviglia!

Mamma ho la meraviglia!

A cura di Daniela Paola Gastoldi

Qualche giorno fa, dopo aver raccontato ad Alice, una bimba di quattro anni, una storia su Babbo Natale, le sue fantastiche renne e i laboriosi elfi impacchettatori, mi si è colmato il cuore di gioia quando le ho sentito dire, rivolgendosi alla mamma : “ mamma, mi sa che ho la meraviglia! “.

Una frase bella, bellissima, che raramente mi capita di evincere dalle chiacchiere di un adulto o un adolescente. La meraviglia, una capacità che più che tra le sensazioni, andrebbe annoverata tra le emozioni. Quelle belle, vere, fondamentali.

Ebbene si: fondamentali.

La meraviglia, è comunemente definita come  sentimento di stupore misto a  sorpresa suscitato da qualcosa di nuovo, straordinario, inaspettato. E’ il trampolino di lancio verso la scoperta e l’esplorazione, veicolate in primis dalla curiosità e dalla necessità di sperimentazione.

Si tratta di una sensazione che dovrebbe appartenere ad ogni individuo ma è fortemente spiccata nel bambino che è generalmente in grado si stupirsi molto più di un adulto.

Un bimbo in grado di stupirsi è tendenzialmente un bimbo curioso, in grado di porsi delle  domande e di cercare delle risposte anche nella semplicità delle cose; una volta generata una risposta sa come goderne, è in grado di restare a bocca aperta ed occhi spalancati anche per qualcosa che per l’adulto può essere estremamente banale, come un fiocco di neve, un raggio di sole i il focherello di un fiammifero. Purtroppo troppo spesso la frenesia della vita priva l’adulto di questa meravigliosa sensazione, soffocata dalla routine di interminabili giornate che sembrano essere sempre identiche. 

Per i piccoli ogni giorno è scoperta, ogni giorno è novità e ogni giorno è meraviglia.

Noi genitori in primis come educatori, abbiamo il dovere di permettere che essi si meraviglino quotidianamente, anche per qualcosa che a noi sembra banale. Senza meraviglia tutto finisce in un vortice di materialismo che se ne sta pronto ad assalirci dietro l’angolo.

La capacità di meravigliarsi è insostituibile nella formazione personale dell’uomo poiché  la perdita dell’incanto provoca la perdita dell’innocenza, che a sua volta provoca la perdita della speranza, generando individui  insoddisfatti, e talvolta pieni di rabbia.

La pedagogia Montessoriana ci insegna che “alimentare il senso di meraviglia fornendo continuamente stimoli ed occasioni per scoprire da sé le meraviglie del mondo che ci circonda e del proprio corpo e della propria  mente” è di fondamentale importanza.

Quindi care mamme e cari papà, adorabili zii e insostituibili nonni, tutti quanti possiamo, attraverso l’esempio, “insegnare la meraviglia”.

Non smettiamo mai di restare a bocca aperta davanti ad un disegno incomprensibile che ci regala nostro figlio, con gli occhi pieni di gioia; di mescolare zucchero in una tazzina di caffè palesemente vuota che ci viene allungata con sorriso soddisfatto o di raccontare fiabe con voci in falsetto e versi tuonanti, percependo lo stupore attraverso lo sguardo dei nostri piccoli.

Non smettiamo mai di credere nella meraviglia, motore di uno spirito di educazione che oggi più che mai “deve” appartenere a noi genitori che sappiamo in che mondo viviamo, e speriamo dal profondo del nostro cuore di consegnare ai nostri figli un mondo nuovo, un mondo appunto….. meraviglioso!

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