Maestra Elisa

Riaprire, ma non a tutti i costi.

Riaprire, ma non a tutti i costi.

Ho deciso di metterci, come sempre, la faccia perchè ritengo indispensabile sottolineare ed aprire un confrontro su quei punti che, ancora un volta, rischiano di ledere la nostra posizione.

Mi sono ritrovata a leggere il Patto per lo Sviluppo della Lombardia, ove con mia grande sorpresa ho trovato come proposta quella di istituire nidi di condominio o di quartiere.

Slide estrapolata dal Patto per lo Sviluppo di Regione Lombardia 27/04/2020

Bene, credo fortemente sia doveroso, a questo punto, dissociarsi da tutta una serie di iniziative e proposte che stanno nascendo a seguito, forse, di questa continua poca chiarezza.

Poca chiarezza dovuta principalmente dal fatto che non ci siano ancora dati certi. Poca chiarezza dato che gli esperti sono ancora, e tuttora, al lavoro per cercare di trovare la soluzione migliore a questa situazione di difficoltà che coinvolge, vi ricordo, tutti.

Il nostro settore non è più importante di altri, non chiediamo aiuti economici per rimanere necessariamente aperti. Ma chiediamo di essere ascoltati e, soprattutto, siamo continuamente in prima linea per promuovere IDEE CONCRETE perchè, SENZA IL NOSTRO SETTORE, migliaia di famiglie si troveranno in difficoltà reali.

Sia chiaro, non si tratta unicamente di un problema logistico. Eppure ora mi trovo (com’era d’altro canto prevedibile) ad assistere ogni giorno, inerme, alla nascita di comitati, associazioni, iniziative, e chi più ne ha più ne metta, nate con l’unico scopo di aggirare il problema e NON di dare una soluzione concreta e valida. Stanno nascendo corsi volti alla formazione delle equipe educative a domicilio e alla formazione di babysitter.

Sino ad oggi ho visto persone parlare solo di titolari, educatori e di strutture. Ho visto altri ignorare questa realtà, come hanno fatto d’altro canto anche con molte altre categorie.

Ma io oggi VOGLIO che il punto centrale di tutti i nostri discorsi tornino ad essere i bambini e le bambine e la loro sicurezza in primis. Perchè rispetto a tutti gli studi che sono stati fatti, e ne stanno continuamente uscendo di nuovi, l’unica cosa sicura è che nulla è certo.

Quello che è certo è che “il bambino al centro” debba continuare ad esserlo.

Dunque qualsiasi iniziativa che non prenda in considerazione tutto ciò, ma che metta in primo piano le esigenze di titolari, di educatori e di formatori penso fortemente debba concludersi all’istante.

Quello che vogliamo è tornare a parlare dei diritti dei bambini, tornare a rispettarli.

Le esigenze delle famiglie sono chiare e le stiamo dicendo, anche noi, a gran voce, ma non possiamo aprire a tutti i costi o con “soluzioni di emergenza” all’interno delle case. E questo non perchè le case non vadano bene per la crescita del bambino, ma ogni casa non può andar bene per tutti i bambini. Mettere in sicurezza cinque bambini in un asilo condominiale è folle, perchè non ci sarebbero le stesse regole che hanno normato fino ad oggi un nido, non ci sarebbero le superfici igienizzabili come nelle strutture autorizzate, non ci sarebbero regole di pulizia valide. Non sarebbero controllabili. E, ancora più grave, non sarebbe più controllabile l’abusivismo nel settore.

Chi andrà a controllare?

Chi normerà queste realtà?

Chi organizzerà queste realtà di condominio?

No. Io non metterò le mie educatrici a rischio, io non metterò le mie famiglie a rischio. Non è questa la strada giusta.

Written by - - 4674 Views