Maestra Elisa

Pronti? Tutti in scena…ah NO.

Pronti? Tutti in scena…ah NO.

Il bambino al centro

Stanze affollate e colme di genitori, nonni e bambini. Bambini agghindati, maestre prese dall’ansia che sia tutto perfetto e che tutto riesca. Ma siamo così sicuri che a tutti i bambini faccia piacere esibirsi? Sopratutto davanti ad una folla di adulti muniti di macchina fotografica e flash.

Sono stata a molte di queste recite, sono stata una bambina che recitava e come costante ricordo un bambino che si nascondeva piangendo.
E così noi, abbiamo deciso di non fare lle recite. Per lui, per quel bambino.

Sicuramente sarebbe più semplice evitare solamente a quel bambino la recita, ma dove troveremmo l’empatia ? Dove saremmo gruppo?

Noi Maestre studiamo ogni esperienza da presentare ai bambini cercando di creare coesione, aiuto verso l’altro e soprattutto cheaiutino a dissiparsi i limiti tra di loro e quindi mi chiedo, se organizzassi una recita, dove sarebbe la coerenza? Sentiamo di dovere di più a questi bambini, non semplici nozioni, ma l’esempio.

C’è tempo per recitare in fondo. C’è tempo per organizzare un laboratorio di teatro con professionisti che siano in grado di aiutare i bambini ad entrare in una storia, a capirne il significato, a sentirsi liberi di esprimere davvero le loro emozioni anche davanti ad un pubblico. C’è tempo, ma quel tempo a parere nostro non può essere tra gli 0 e i 6 anni.

Esistono altri significati nelle feste comandate, scegliamo di rendere i momenti importanti come momenti di condivisione e gioia.
Scegliamo di finire l’anno con effetti speciali, con al centro il percorso del bambino, ma senza che esso ne viva la pressione.

E’ il momento della restituzione, della condivisione e della gioia di stare insieme.

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