Maestra Elisa

L’Ambientamento

L’Ambientamento

Siamo abituati a parlare di Inserimento, da qualche tempo però molte educatrici utilizzano il termine più appropriato quale AMBIENTAMENTO.
Grazia Honegger Fresco, una delle eredi più importanti di Maria Montessori, ci spiega che la parola ambientamento sostiene un’immagine del bambino protagonista del suo cammino. L’ambientamento dà inizio all’esperienza del bambino e della famiglia in una struttura educativa, una nuova avventura, ricca di emozioni e preoccupazioni. Il Nido e l’Infanzia rappresentano la prima reale esperienza all’esterno degli attaccamenti primari, il primo distacco ufficiale dalla propria famiglia.
Esiste un incontro chiamato Pre-ambientamento, si tratta di un momento fondamentale di condivisione da parte della famiglia rispetto alle routine, alle abitudini vissute dal bambino prima dell’inizio del suo percorso scolastico; una buona educatrice, a parere nostro, fa tesoro delle parole dei genitori in modo da dedicare un approccio individualizzato non solo al bambino, ma anche all’intera famiglia.
Non possiamo pensare di essere accoglienti e creare un ambientamento solo sul bambino, la famiglia è importante, va accolta e sostenuta in questo momento così delicato ma fondamentale.
All’interno delle nostre strutture educative non vi è un ambientamento prestampato, non esisterà una riunione con oggetto “ambientamento, giorni e date”, No! A parere nostro non possono esservi tempi predisposti o programmati e dunque costruiremo su ogni bambino un percorso differente, vi sarà chi avrà bisogno di soli 2 giorni, chi di una settimane ecc.

Accoglieremo anche le paure delle Mamme, le preoccupazioni dei Papà, se ci sarà concesso cercheremo di abbassare i livelli di tensione e di rompere il ghiaccio anche attraverso un caffè. Creare, a settembre, una zona “relax” per le mamme che stanno vivendo le prime ore di distacco aiuta a fare in modo che la carica emotiva di quei momenti venga condivisa con educatori o altri genitori.
Il rispetto carico di empatia dunque, viaggia su due linee parallele, il rispetto per la figura genitoriale ed il rispetto del bambino.
Sostenere il genitore ed il bambino in questo nuovo inizio è la base per creare un percorso sereno.
Ed ora veniamo ai consigli pratici importantissimi, cari genitori, per alleviare la sofferenza spesso raccontate piccole bugie quali “vado a far la spesa e torno”, “vado solo un attimo in macchina e torno”, se è vero che i bambini non si rendono conto del tempo che passa è altrettanto vero che si rendono perfettamente conto che gli state mentendo, il bambino conseguentemente si sente ingannato ed insicuro fino a perdere la fiducia nell’adulto.
Siate chiari con loro, raccontategli esattamente quello che accadrà, raccontateglielo sin dalla sera prima, i bambini trovano sicurezza nel sapere quello che li aspetta.
Il momento in cui ci si separa dal proprio bambino è certamente difficoltoso, ma è necessario mostrarsi convinti della scelta fatta, essere sereni ed evitare il più possibile di passare cariche emotive pesanti o poco chiare.
Il distacco è un’importantissima tappa della crescita, cerchiamo di viverla e di farla vivere nella serenità più assoluta, in fondo il percorso esperienziale all’interno della struttura che avete scelto non potrà che giovare nel supporto a quello che non è per nulla un compito semplice: quello di essere Mamma e Papà.
Di rilevanza è anche il momento del ricongiungimento, cercate di non arrivare in ritardo a prendere i vostri figli senza avere avvisato le educatrici, esse compiranno un arduo compito di chiusura della giornata, aiuteranno i vostri bambini a concludere l’esperienza diurna attraverso il riordino dei giochi, il saluto dei compagni, il posizionamento dei loro oggetti nel posto dove l’indomani li ritroveranno.
Chiedete loro come è andata, cercate di rapportarvi il più possibile al bambino anche se sarà l’educatrice a rispondervi, questo aiuterà nel lungo processo della verbalizzazione.
Cercate di non avere troppa fretta all’uscita, lasciategli il tempo di prendere le loro cose, di provare a vestirsi da soli.
E’ difficile e serve molta pazienza ma verrete ripagati da tutto questo, attraverso il raggiungimento dell’autonomia del Vostro bambino.

Elisa Pierri

“IlMioNido” numero 6 settembre/ottobre

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